IMPOSSIBILE

Consideriamo il concetto di impossibile secondo il paradosso del filosofo francesce Jacques Derrida che ci piace molto. Questo paradosso a proposito dell’ars vivendi leibniziana come pratica di pensiero che i testi di Derrida si sforzano di mettere in atto. Non un impossibile inteso nel senso di qualcosa che non si può umanamente fare o come negazione. Ma il tentativo, in un mondo dominato dal “programmato”, che ci suggerisce che l'impossibile è essenziale per riscoprire che nell'essenza dell’esperienza umana c’è qualcosa di irriducibile a qualunque tentativo di programmazione, di pregiudizio, di previsione. Si tratta in effetti di liberare l’immaginazione per stabilire nuovi possibili nessi tra discipline, autori, problemi, concetti, termini, professionalità, linguaggi, ecc. diversi, e produrre una sorta di feconda contaminazione. Si tratta anche di riconoscere l’urgenza di liberarsi dall’immaginazione, si tratta di pensare la necessità di una simile liberazione per disporsi ad accogliere, come in un continuo risveglio dalla proiezione della propria immagine nel proprio immaginare l’impossibile, ciò che si inventa e non si immagina, cioè l’altro e la sua venuta.

Il sogno crediamo che c’entri con l’impossibile, perché nei sogni l’immaginazione si libera e tutto diventa impossibile. Fino a quando non ci si risveglia e ritorniamo al possibile. 

 

J è  un installazione/performance. Il punto di arrivo e di partenza del progetto di ricerca sul tema dell’impossibile.

J come Jacques Derrida, il cui concetto abbiamo seguito e sviluppato. Superare il possibile attraverso la sorpresa, la non previsione. Cercare di liberare e liberarsi dall’immaginazione.

J come Jacques Lacan, i cui concetti estetici sono stati affrontati per definire nuove relazioni sulla scena e nuovi approcci alla tecnica attorale.

J come Jean Tardieu che attraverso le 6 piéce di “Diffidate dalle parole”  ci suggerisce che esiste dell’altro che va aldilà delle parole, aldilà dei significati, aldilà delle relazioni.

 

Un’installazione guidata, dove il pubblico potrà esistere e assistere a quello che accade, attraverso le sue stesse parole. Lo spettacolo di fine anno del percorso impossibile 2015/2016, dove le due working class 1 e 2 hanno lavorato sul tema realizzando una ricerca viva, compiuta, e pronta a essere divulgata.

Il tentativo di mettere in scena la scienza, con un’installazione vivente, prima, con delle scene teatrali, poi, in un unico percorso di senso.
Al pubblico il compito di indicare la strada e abbandonarsi.
Capendo insieme dove possiamo andare.

Ingresso unico senza prenotazione, 8 euro
Per bambini sotto i 12 anni, ingresso gratuito
www.iononparlosonoparlato.com
iononparlo@gmail.com

© 2009 by IO NON PARLO SONO PARLATO.  Milano - Italy - iononparlo@gmail.com
 

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