Il gatto di Schrödinger, ovvero Essere E non essere

Con gli allievi attori del percorso 

#quantico / Training Hall_ 2017/2018

 

23 giugno 2018 / Parte I – ore 20.30 / Parte II ore 21.30

24 giugno 2018 / Parte I – ore 17.30 / Parte II ore 18.30

Spazio Avirex Tertulliano

Via Tertulliano 70, Milano

 

 

PARTE I

Sani e Pazzi

liberamente tratto da “I fisici” di Friedrich Dürrenmatt

La commedia narra di un fisico nucleare, Möbius, che scopre la formula universale del sistema per tutte le scoperte. Per evitare che i suoi studi finiscano nelle mani sbagliate si fa internare in una casa di cura, Les Cerisièrs, fingendosi pazzo. Lo seguono, inscenando la stessa malattia, un agente segreto americano che fa finta di credere di essere Newton, e una spia comunista, che dice di credersi Einstein. Questi intendono impadronirsi della formula segreta, ma al termine della pièce l'unica persona che riuscirà a ottenere le carte sarà la proprietaria della clinica, Mathilde von Zahnd. L'unica vera folle, che intende assoggettare tutto il mondo con la scoperta di Möbius.

 

PARTE II

Vivi e Morti

liberamente tratto da “Copenhagen” di Michael Frayn

 

Nel settembre del 1941, Heisenberg si reca in Danimarca, a Copenaghen, per incontrare il suo mentore, Niels Bohr. Su ciò che Heisenberg sperava di ricavare dall’incontro, su ciò che si sono detti e su come sia avvenuto l’incontro, sono state avanzate congetture di tutti i tipi. Il testo teatrale di Michael Frayn parte dall’incontro del 1941, ma, allontanandosi dai dati storici, suppone che tutte le persone siano ormai morte e che discutano ulteriormente la questione, forse per arrivare a una comprensione migliore di ciò che è successo.

L’incontro viene rivissuto, per ben tre volte, alla ricerca di una verità, che non può che restare indeterminata, perché “tutti noi con il passare del tempo riorganizziamo i nostri ricordi, consciamente o inconsciamente”.

Note di regia

Quando abbiamo deciso di utilizzare la Meccanica quantistica come tema di lavoro dell’anno, eravamo al tempo stesso eccitati e spaventati. 

Quel poco che sapevamo era la quantità minima di informazioni per trovare un legame con il teatro, e ci sembrava comunque un’ardua impresa. 

Abbiamo studiato molto, e ora possiamo dire che non l’abbiamo capita. In aiuto e a consolazione troviamo Richard Feynman, uno dei padri della MQ che in una famosa citazione afferma:  “Se credete di aver capito la teoria dei quanti, vuol dire che non l'avete capita”. 

Quello che ci affascinava all’inizio si è rivelato nel corso delle settimane e dei mesi, ancora più incredibile, lontano dagli schemi classici di pensiero, contraddittorio, ma  ancora più vicino al teatro e alla poesia. 

Abbiamo capito anche grazie al nostro curatore scientifico, il Prof. Matteo Paris, del Quanum Tecnology Lab dell’Università Bicocca di Milano che se la poesia è un elemento centrale del teatro, lo è anche nei principi che regolano l’universo subatomico. Non solo poesia, ma certamente anche filosofia ed etica. Del resto l’equazione di Dirac “(∂ + m) ψ = 0” viene definita la più bella equazione conosciuta della fisica. Questa formula afferma che: “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema. Quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce.”

Ecco, pensiamo che tutto questo sia assolutamente poetico e abbia a che fare con il Teatro e con il lavoro dell’attore. Abbiamo addirittura scoperto che se Shakespeare tornasse, cambierebbre la battuta di Amleto, non più: “Essere o non essere”, ma “Essere E non essere”.

Ma come potevamo affrontare questo tema con il duplice obiettivo, lo stesso che perseguiamo da anni, di trovare non solo una corrispondenza ed una affinità tra scienza e teatro, che potesse essere raccontata attraverso una storia e una narrazione e potesse aiutare il lavoro tecnico dell’attore sul palco? 

Abbiamo scelto due autori, Friedrich Dürrenmatt, con il suo stile e la sua comicità, Michael Frayn con la sua precisione, la sua ricostruzione storica e la presentazione di scienziati-uomini ponendo un importante tema etico, ovvero quello della bomba nucleare, figlia proprio di questa grande rivoluzione della fisica dell’ultimo secolo. Questi testi sono il pretesto per raccontare di noi, delle nostre contraddizioni, dei nostri personali “stati di sovrapposizione”

Unendo il linguaggio visuale e il teatro, abbiamo progettato, filmato, creato, provato “Il gatto di Schrödinger”, un percorso a più livelli e più interpretazioni con sovrapposizioni di stati; reali, immaginari, passati, futuri, presenti. 

Momenti di racconto attraverso l’interazione di linguaggi diversi che intendono ricreare alcuni dei principi della MQ rendendoli visibili. Se è vero che nel momento stesso che respiriamo usciamo dalle leggi della MQ, è altrettanto vero che la convenzione teatrale ci permette di “vedere” molteplici sovrapposizioni, provando ad uscire da una linea di pensiero “unica”, ma accettando la complessità di ogni relazione, di ogni singolo momento vissuto, mai veramente replicabile. 

© 2009 by IO NON PARLO SONO PARLATO.  Milano - Italy - iononparlo@gmail.com
 

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